La dolcezza nella relazione

Coltivare la dolcezza verso noi stessi per promuovere la nostra crescita.

Questo post segue l’articolo sul coraggio nella relazione, la seconda qualità essenziale che ci aiuta a percorrere il sentiero della relazione.
La terza qualità che ritengo fondamentale per proseguire il cammino sul sentiero del sapersi relazionare, con noi stessi e con l’altro da noi, è la dolcezza.

Affrontare con coraggio ciò che accade nelle nostre relazioni potrebbe farci provare sentimenti ed emozioni scomode o poco piacevoli come il dolore, la delusione, la gelosia, l’insicurezza, la paura o la rabbia. Emozioni che a loro volta potrebbero innescare in noi meccanismi di lotta o fuga o far insorgere nel tempo dei sintomi somatici.
Quando incontriamo questo tipo di emozioni non basta essere coraggiosi e starci insieme, è importante anche essere dolci e delicati con noi stessi.

La vera intimità (che cos’è l’intimità?) ci conduce sempre in territori ignoti e può accadere che per trovare la strada, nuova, inesplorata, dovremo procedere per tentativi e commettere errori. Quando abbandoniamo i soliti modi di essere e ci muoviamo verso nuovi spazi di equilibrio, è inevitabile cadere da un estremo all’altro. Fa parte della crescita, qualunque età abbiamo.
Ed è molto importante permetterci di uscire dal percorso, essere clementi con il nostro poter sbagliare, perchè è anche dagli errori che possiamo imparare un nuovo modo di essere fluidi e flessibili.
Per questo ritengo sia essenziale coltivare la dolcezza verso noi stessi per promuovere la crescita e lo sviluppo interiore.

Provare dolcezza non significa farsi andare bene tutto, trovare piacevole qualsiasi incontro facciamo lungo il cammino. Se ciò che vediamo o sentiamo non è tollerabile possiamo fare spazio al nostro fastidio. Se una situazione ci provoca rabbia possiamo lasciare che anche la nostra rabbia ci stia dentro.

Qualsiasi cosa emerga possiamo guardarla, sentirla e permettere che sia così com’è.

Nel momento in cui ci apriamo all’esperienza così com’è, senza giudicarla, anestetizzarla o manipolarla, cominciamo a fare amicizia con noi stessi. Soltanto allora le nostre strutture difensive cominceranno ad ammorbidirsi, lasciando spazio alla nostra autenticità e saggezza interiore.

La consapevolezza contiene in sè, come il coraggio, anche la dolcezza. La consapevolezza non ha pregiudizio, come la luce ci permette di vedere semplicemente ciò che è.
Se il coraggio è il lato della consapevolezza che affronta direttamente le cose, la dolcezza è il lato che concilia e fa spazio a ciò che è.

Consapevolezza, coraggio e dolcezza possono infrangere le nostre tendenze abituali di combattere o fuggire quando ci imbattiamo in situazioni difficili ed è con queste qualità che possiamo trasformare ogni sfida in un insegnamento e tappe della nostra crescita.

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  1. Pingback: La consapevolezza come capacità di vedere e stare con ciò che è.

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