Paura dell’intimità: cause, sintomi e spunti per superarla.

L’opposto di solitudine non è stare insieme. È stare in intimità.
Richard Bach

Dopo aver descritto in modo generico che cosa si intende per intimità (clicca qui per leggere l’articolo) desidero approfondire l’argomento individuando cause, sintomi e suggerimenti per superare la paura dell’intimità.

Comportamenti che possono nascondere la paura dell’intimità

  • Incapacità di mostrare empatia e comprensione per l’altro.
  • Tendenza cronica a voler avere ragione anzichè comprendere un altro punto di vista.
  • Voler controllare le emozioni e l’altro anziché lasciarsi andare.
  • Neutralizzare il partner: si sta con lui ma lo si tiene a debita distanza per non essere da lui allontanato. Si sottolineano i suoi difetti, si ironizza o deliberatamente lo si ferisce.
  • Sperimentare sentimenti di rabbia o di sconforto quando gli altri esprimono i propri pensieri e le proprie opinioni.
  • Ritrarsi quando gli altri parlano dei propri sentimenti.
  • Avere tanti rapporti ma intimità con nessuno. Tanti conoscenti ma nessun amico. Vita di relazione che non è ricerca del contatto ma un modo per tenersi occupati.
  • Rifiutare intenzionalmente di condividere informazioni personali con l’altro.
  • Fuga (fisica e/o emotiva) da situazioni che implicano rischio, vulnerabilità, dedizione e cura.
  • Vivere fermi in un rapporto sterile, sentimentalmente anestetizzati, incapaci di vivacizzare il rapporto ma anche di andarsene.
  • Dipendenza dal lavoro, da sostanze tossiche, dal sesso, dall’impegno sociale o religioso.

Dietro a questi comportamenti è imperante la paura di scoprirsi diversiSe io mi mostro per quello che sono e non per come lui/lei mi vuole, sarò accettato?”, “Se ci scopriamo diversi e distanti, potremo ancora stare insieme e cercarci?
La diversità può evocare in noi giudizio e condanna. L’educazione religiosa che abbiamo ricevuto, in passato, non ci aiuta. Aver temuto un Dio che giudica, che vede tutto e punisce, soprattutto nelle questioni sessuali (intimità e sessualità sarà il tema del prossimo articolo), non ha facilitato l’intimità, anzi, l’ha inibita. E la paura della distanza crea distanza così come la paura della differenza crea differenza.

Dove nasce la paura dell’intimità?

Le radici sono nell’infanzia. La paura dell’intimità si sperimenta in una famiglia in cui i rapporti tra genitori e figli sono stati difficili per i troppi impegni professionali, per eccesso di aggressività, disagio mentale, puritanesimo moralistico, abusi di vario genere.
In particolare, i bambini che hanno subito abusi fisici (percosse, punizioni, violenze sessuali) o emotivi (minacce, insulti, pesanti critiche, umiliazioni, strumentalizzazioni) da adulti potranno avere seri problemi di fiducia negli altri nonché situazioni traumatiche da integrare.
Molti di loro eviteranno sia l’impegno affettivo che l’intimità emotiva per paura di essere maltrattati e feriti ancora una volta. Le loro relazioni probabilmente saranno vissute come piene di pericolo e paura, e perciò evitate.
Anche genitori non violenti ma controllanti o invadenti possono creare problematiche nel bambino/adulto. In questo caso possono favorire l’idea che il sentirsi troppo vicini a qualcuno risulti soffocante e pericoloso, con il conseguente timore di essere invasi e inghiottiti.
La paura dell’intimità esiste anche quando il bambino, nella sua famiglia di origine, non ha potuto sviluppare una struttura emotiva tale da permettergli di gestire positivamente le situazioni di rifiuto e i comportamenti controllanti.


Come superare la paura dell’intimità

1 – Sviluppando una parte adulta potente e amorevole.

Per andare oltre alla paura dell’intimità è necessario sviluppare una parte adulta potente e amorevole che sia emotivamente in grado di non vivere il rifiuto come qualcosa di personale e che sia abile nello stabilire confini appropriati di fronte a comportamenti controllanti.
Quando si impara emotivamente e intellettualmente a prendersi la responsabilità di definire il proprio valore invece che avere bisogno dell’amore e dell’approvazione agli altri per sentire di valere, non si prenderà più il rifiuto come qualcosa di personale. Questo non significa che il rifiuto diventerà qualcosa di piacevole, ma esso non sarà più fonte di timore e non si avrà più il bisogno pressante di cercare di evitarlo.
Inoltre, quando si impara a far valere noi stessi e ad impedire che gli altri ci invadano, reprimano e controllino, non si avrà più paura di perdersi in una relazione.
Quando per paura si rimane fuori dall’intimità, l’errore più frequente che si commette è quello di scaricare la responsabilità sul partner (è lui che non è disponibile, io mi blocco perché lui/lei…). Per effetto di questa proiezione chi ha paura si giustifica ed evita di assumersi la responsabilità di un cambiamento. Ma dando all’altro il potere di bloccarci o inibirci, sminuiamo il nostro valore personale.

2- La paura dell’intimità si oltrepassa con l’intimità stessa.

Attraverso le relazioni con le persone significative, in modo graduale, essendo autentici, possiamo apprendere le competenze e risorse necessarie per attraversare le nostre difficoltà, accettarle e integrarle.
E’ fondamentale aumentare la consapevolezza e l’auto-osservazione al fine di riconoscere la probabile tendenza a nascondersi dietro muri emotivi. Che sia un silenzioso ritiro o ci si mostri troppo espansivi e loquaci, sempre un nascondersi è.
Il primo passo verso la consapevolezza prevede l’acquisizione della capacità di vedere se stessi oggettivamente. E’ allora importante notare quando ci si sta nascondendo e consapevolmente decidere se si desidera continuare.
Quando si sta cercando di superare la paura dell’intimità è necessario decidere un momento in cui ci si sente pronti ad aprirsi, senza per questo dover rivelare subito ogni cosa di sé.
Successivamente, condividendo anche un solo pensiero alla volta e procedendo a piccoli passi con persone di cui ci si fida, sarà sempre più possibile aprire se stessi agli altri. Gradualmente potrà diventare un’abitudine e una modalità assodata di relazionarsi.

3- Superare la paura dell’intimità con la comunicazione come atto d’amore.

La comunicazione come atto d’amore avviene quando ci rendiamo conto che il dono più prezioso che possiamo fare all’altro è dare noi stessi. E il regalo più prezioso che l’altro può farci è offrire se stesso.
Se siamo disposti a correre il rischio di questo scambio di doni allora possiamo comunicare realmente e aprirci intimamente all’altro, mostrando noi stessi e la nostra vulnerabilità.
La comunicazione come atto d’amore significa farci conoscere per ciò che si è, parlare delle proprie esperienze e di cosa significa veramente essere al proprio posto (calzare le proprie scarpe), rispettando nel modo più sincero il mistero che siamo noi ed il mistero che è l’altro.
Nel tentativo di condividere noi stessi con l’altro potremo essere tentati di coprire le zone più vulnerabili, chiudendo le stanze che contengono debolezze segrete. Ma così facendo non condividiamo veramente noi stessi. Invece, mettendoci in gioco totalmente potremo cogliere l’opportunità di superare un limite e approdare nella terra della fiducia.

Quando questo tipo di condivisione incontra il giudizio dell’altro viene totalmente inibita.
Il giudizio può compromettere seriamente la comunicazione. Chi porta con sé una lista di pregiudizi non è in grado di ascoltare veramente né di vedere l’altro. Viene a meno la fiducia e senza essa non può esistere intimità.

La sessualità può esistere senza intimità?

Si, così come può esistere intimità senza sessualità.
Ma questo sarà argomento del prossimo articolo.

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