La relazione come sentiero

Cosa immagini se pensi ad un “sentiero“?
Io la Natura e una strada su cui posso camminare, andare avanti, indietro, oppure sostare.
Il titolo di questo articolo parla di una metafora, perchè anche in una relazione noi possiamo andare avanti, indietro o sostare, proprio come su un sentiero.
Le direzioni che ho individuato, ad oggi, sono due:  il sonno e la veglia.
Sta ad ognuno di noi scegliere per la propria.

Direzione del sonno

Vivere le relazioni nel sonno significa cercare una relazione principalmente per trarne conforto e sicurezza.
E’ il nostro bisogno che ci guida, che ci porta ad innamorarci di una determinata persona che individuiamo come colei che soddisferà le nostre aspettative, ci amerà e ci renderà felici.
Anziché entrare in contatto con il nostro potere personale (o autostima) ed assumerci la responsabilità della nostra vita cediamo all’altro il potere di darci e toglierci qualcosa.
E così sprofondiamo ancora più nel sonno e rinforziamo i modelli abituali di paura e insicurezza.
In questo modo le nostre relazioni stagneranno dopo breve tempo.

Le relazioni nella direzione del sonno sono utilizzate:

  • come mezzo per sostenerci;
  • per alleviare le nostre insicurezze;
  • per provare a noi stessi che valiamo qualcosa, che meritiamo di essere accettati e amati;
  • come sistema per colmare i nostri bisogni;
  • per difenderci dalla nostra instabilità.

Direzione della veglia

Vivere le relazioni nella veglia significa saper stare in una relazione in presenza, intimità e autenticità.
Significa osservare come l’altro risveglia quelle parti di noi che si erano addormentate. Quelle che quando siamo soli non vengono viste da nessuno e da cui possiamo facilmente fuggire.
Quelle parti che possiamo non sentire se evitiamo il contatto con l’intimità, con il nostro vero, profondo e vulnerabile sé.
[clicca qui per leggere l’articolo sull’intimità]
Questo atteggiamento ci porta su un sentiero: imparare ad usare ogni difficoltà che incontriamo come un’opportunità per unirci più profondamente non solo con l’altro ma soprattutto con la nostra forza vitale.


La Relazione ci pone a confronto con un Altro, dentro di noi.

Avere una relazione con un altro, a prescindere che l’altro sia un figlio, un partner, un collega o un amico, ci pone a confronto con un grande altro dentro di noi, con tutta una serie di qualità inesplorate del nostro essere, ben oltre il “noto me”.

Siamo consapevoli di come ci comportiamo in una relazione?
Quando l’altro ci mostra qualcosa che non ci piace o ci dice qualcosa che di noi non ci piace, come reagiamo? Ci ritiriamo? Ci chiudiamo? Aggrediamo?

Le relazioni ci smascherano e ci mettono a nudo, a confronto con qualcosa che non conosciamo o che temiamo o rifiutiamo.
Contattare quel senso di ignoto può suscitare in noi rabbia, ansia e paura.
Finché non saremo disposti a esplorare l’ignoto in noi stessi e nell’altro, non potremo andare molto lontano sul sentiero della relazione.

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