Fin da bambina amo profondamente la natura e gli animali.
Li considero anime pure e, alcuni di loro, vere guide spirituali al servizio dell’essere umano. È proprio nel contatto con il mondo naturale e animale che ritrovo spontaneamente il mio centro.
Ad amare me stessa, invece, ho imparato con il tempo, attraverso un lungo lavoro di presenza e di integrazione delle ferite vissute durante la crescita.
Ho conosciuto dall’interno cosa significa crescere in un ambiente disfunzionale e, per molto tempo, ho cercato fuori di me una pace che non riuscivo a trovare.
Spinta da un’inquietudine costante, ho iniziato a interessarmi alla psicologia quando ero ancora adolescente. Gestalt, analisi transazionale, Enneagramma, Human Design, Tzolkin Maya, astrologia karmica: ero assetata di tutto ciò che potesse aiutarmi a comprendere l’essere umano.
Ho cercato a lungo risposte, spiegazioni ed esperienze. Poi, nella seconda parte della mia vita, ho aperto la porta alla spiritualità e tutto ciò che avevo studiato e attraversato ha iniziato ad assumere una forma e un significato più profondi.
Per me la spiritualità non è un modo per allontanarsi dalla realtà o evitare ciò che fa male.
È restare presenti nella vita, imparando ad ascoltare ciò che il corpo, le emozioni e le esperienze cercano di mostrarci.
Il lavoro sul trauma mi ha insegnato che non basta comprendere con la mente.
Anche il corpo ha una memoria, un linguaggio e un modo tutto suo di ritrovare sicurezza.
Per questo, nel mio lavoro, l’ascolto del sistema nervoso occupa un posto centrale.
Ho compreso che corpo, emozioni, mente e dimensione spirituale non sono parti separate, ma aspetti della persona che si influenzano continuamente.
Per questo il mio approccio è integrato. Non utilizzo strumenti e metodi in modo rigido, ma li metto al servizio della persona che ho davanti, della sua storia, delle sue risorse e della sua unicità.
Non credo nelle formule valide per tutti, nelle soluzioni veloci o nella necessità di mostrarsi sempre forti.
Credo nella possibilità di incontrarsi con verità, senza giudicare ciò che emerge e senza forzare i tempi.
Non accompagno le persone perché possiedo tutte le risposte, ma perché conosco il coraggio necessario per guardarsi dentro, attraversare le proprie ferite e tornare, poco alla volta, a sentirsi a casa dentro di sé.