Sono un Counselor e NON mi fermo qui

Stop ai counselor: la loro attività è illegale e si colloca in palese sovrapposizione con quella dello psicologo.

È il messaggio che il Ministero della Salute ha inviato nella giornata di sabato 19 gennaio 2019 all’UNI – organo impegnato a delineare una normativa per il riconoscimento di questa “presunta” figura professionale – all’Ordine nazionale degli psicologi e quello del Lazio.
Nell’articolo del giornale che riporto il presidente dell’Ordine degli Psicologi appare contento di aver ottenuto questo grande risultato, dando già per approvata la normativa.
Poiché da due giorni circolano anche sui social notizie vere mischiate a considerazioni false sulla nota inviata dal Ministero della salute all’UNI, ho deciso di scrivere una precisazione tecnica.
Spero che il Presidente Ordine Psicologi Lazio Nicola Piccinini non ne abbia a male.
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Confini e Trauma

Cosa sono i confini e come il trauma agisce su di essi?

I confini sono i limiti che definiscono dove inizia e finisce il tuo spazio personale fisico, emotivo e mentale. Più questi limiti sono chiari ma flessibili e più il tuo spazio interiore sarà al sicuro e allo stesso tempo ampio.
Lo scopo di questi confini è di proteggerti, definire chi sei e aiutarti a mantenere il tuo senso del sè.  Avere dei confini sani e chiari significa essere in grado di dire SI a ciò che vogliamo e dire NO a ciò che non ci piace.
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Intimità e Sessualità

Che l’anima che con gli occhi può parlare, anche con lo sguardo può baciare.
Gustavo Adolfo Bécquer

L’intimità di coppia e la vulnerabilità

Niente come una relazione ci mostra dove siamo congelati e chiusi, dove facciamo fatica a entrare in contatto, dove abbiamo più paura e rifiutiamo di accettare la realtà. Niente altro ci porta così velocemente alla superficie le nostre ferite profonde.
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Intimità

Che cos’è l’intimità?

La parola intimità deriva dal latino “intimus”, che significa interno, segreto e descrive i sentimenti e le emozioni personali più profonde.
Intimo è ciò che è più interno e per sua natura ciò che è nascosto, perciò appartiene profondamente a qualcosa o qualcuno. Gli individui però creano rapporti in cui si rivelano l’intimo l’un l’altro: è questa l’intimità.

Di cosa è fatta l’intimità?

Di dialogo, fiducia, stima, comprensione dell’altro, di desiderio del bene dell’altro, di cura materiale, emotiva e affettiva per l’altro, di gioia da vivere con l’altro.
L’intimità è nutrita dalla capacità di condividere i sentimenti più profondi con la persona con cui ci stiamo relazionando.
Significa permettere all’altro di conoscere i segreti e le parti più nascoste del proprio sé. E per potersi rivelare è necessario che entrambi siano in grado di entrare in empatia con i sentimenti, le emozioni e lo stress che sta vivendo l’altro.
Sono convinta che vivere pienamente l’intimità sia un viaggio da percorrere, senza fretta e rispettando i propri tempi, sapendo che lungo il cammino incontreremo sia bellezza che paura.

La paura dell’intimità

La paura dell’intimità entra in competizione con l’esigenza di amare ed essere amati. Se queste due forze hanno la stessa intensità avremo l’anestesia dei sentimenti.
Ho vissuto momenti nella mia vita in cui mi sono sentita più sicura nel restare sola o nel vivere a una certa distanza di sicurezza, anziché lasciarmi travolgere dall’amore e dall’intimità.
Perché? Come mai ho clienti che mi parlano di un susseguirsi di uomini complicati, chiusi, impegnati, sfuggenti oppure, l’altra faccia della medaglia, ossessivi, possessivi, dipendenti?

Perché l’intimità in una relazione dipende dal modo di percepirsi nella nostra identità: siamo saldi e autonomi o fragili e non ben definiti?
L’unico fattore che ci consente di entrare in relazione con l’altro senza perderci, senza avere l’impressione di dissolverci nell’altro, è essere saldi nella nostra identità.
E quando non si ha raggiunto una propria maturità affettiva, quando non ci si ama abbastanza, quando si ha paura dell’intimità, attiriamo nella nostra vita persone che rispondono alle nostre stesse paure e mancanze.

L’intimità è un rischio

L’esperienza dell’intimità spesso provoca un senso di perdita del controllo e chi ha paura dell’intimità vuole evitare questa esperienza di coinvolgimento emotivo, per paura di essere scoperto nella propria vulnerabilità.
L’amore “pretende” accettazione di se e del partner, fiducia, responsabilità, onestà, spontaneità, vulnerabilità. L’intimità porta calore, piacere e gioia, ma richiede anche di essere pronti ad accettare un eventuale rifiuto e di essere feriti. Rischi che chi ha paura non può correre. Perché chi fugge dall’intimità lo fa proprio per evitare i rischi dell’incontro con l’anima profonda dell’altro, oltre che di se stesso.

La danza dell’intimità

Mi piace pensare all’intimità come ad una danza in cui i ruoli di chi guida e chi si lascia guidare si alternano in un modo così spontaneo da non comprendere chi stia facendo cosa.
La danza dell’intimità inizia con l’amarci e apprezzarci e quando ciò avviene sinceramente, si può amare e apprezzare l’altro.
Una danza al ritmo della tenerezza e della gentilezza ci aiuta a mostrare noi stessi, ad essere disponibili nel presentare tutti gli aspetti della nostra personalità, non solo le parti piacevoli, confortevoli e rassicuranti, ma anche quelle conflittuali, i lati oscuri e le ferite.
E se danzando desideriamo che il partner sia più paziente e amorevole sta a noi diventare più pazienti e amorevoli con noi stessi.