Cos’è Somatic Experiencing?

Somatic Experiencing® è un potente metodo di lavoro psico-fisiologico per il trattamento e la prevenzione dei traumi in tempi brevi

Somatic Experiencing (SE) nasce da un’intuizione Peter Levine – medico e psicoterapeuta statunitense – frutto di un’attenta osservazione del comportamento degli animali selvatici durante la loro vita naturale. Essi, ci dice Levine, nonostante esposti quotidianamente a minacce, raramente restano traumatizzati.

L’approccio teorico di Somatic Experiencing è costituito dalla considerazione fisica del trauma, Levine infatti ci dice che il trauma risiede nel corpo e non nell’evento in sè e per sè.
[Per approfondire il trauma e capire cosa si intende per trauma, clicca qui].

Il Ciclo biologico di risposta difensiva alla minaccia

Il corpo dell’essere umano è creato biologicamente per affrontare positivamente le situazioni difficili ed è in grado di farlo perfettamente. E’ dotato infatti di meccanismi di sopravvivenza innati, meccanismi che si muovono in specifici piani di azione all’interno di in un ciclo biologico di risposta difensiva alla minaccia.
Questo ciclo segue una curva dinamica che necessita il completamento seguendo due fasi:
1) una prima fase che prevede l’attivazione del ramo simpatico del sistema nervoso autonomo (tramite il quale ci prepariamo all’azione);
2) una seconda fase che prevede l’attivazione del ramo parasimpatico del sistema nervoso autonomo (tramite il quale ci rilassiamo dopo aver agito).

Tutti noi utilizziamo questo schema più volte nella vita e nel corso della giornata, basta uno screzio sul lavoro o in famiglia, una persona cara che ci comunica di non stare bene, qualsiasi evento più o meno intenso viene vissuto da noi attraverso l’attivazione del sistema nervoso autonomo.
Entrare ed uscire in questo ciclo biologico è ciò che evita l’affiorare degli effetti traumatici.
Ma quando una situazione difficile è così sopraffacente da travolgere i propri confini personali ed energetici è possibile che in qualche fase della risposta difensiva rimaniamo bloccati, come congelati, a causa della paura.
[Per leggere l’articolo che parla delle 3 modalità di risposta alla minaccia, clicca qui ].

Quando la risposta difensiva non viene completata, l’intensa quantità di energia che il nostro sistema aveva mobilitato per far fronte alle necessità psico e neurofisiologiche per la difesa, rimane intrappolata nel sistema e si manifesta con una serie di sintomi (e sindromi) che possiamo definire sintomi post traumatici.
[Per leggere l’articolo che tratta i sintomi post traumatici, clicca qui ].

Cosa si propone di fare Somatic Experiencing

Somatic Experiencing vuole ripristinare il ciclo biologico di risposta difensiva innato in ciascuno di noi.
E si propone di farlo attraverso due fondamentali capacità:

  1. la capacità di rilassare quantità graduali e gestibili di energia intrappolata nel sistema;
  2. la capacità di rinegoziare lo scenario del trauma portando a compimento quelle azioni che a causa del modo in cui le cose sono andate in quel momento, non è stato possibile completare.

I 3 strumenti principali di Somatic Experiencing

  1. La Pendolazione

    La pendolazione è ciò che il nostro sistema nervoso autonomo compie quando passa dal sistema simpatico al sistema parasimpatico, e viceversa.
    Ogni volta che nella nostra mente appare un pensiero che ci agita, che attiva il nostro sistema, noi facciamo qualche cosa per cercare di rilasciare un pò di energia in eccesso (esempio: ogni volta che devo andare dal dentista mi focalizzo sulla passeggiata in spiaggia che mi concederò al termine dell’appuntamento).
    Ogni volta che attraversiamo qualche cosa di difficile (che tecnicamente possiamo chiamare vortice traumatico) ci spostiamo con la mente verso qualcosa di più facile (vortice di guarigione).
    La pendolazione viene utilizzata al fine di ripristinare il sistema del cliente là dove è stato bloccato dal trauma e per farlo il cliente viene accompagnato in una serie di pendulazioni artificiali che hanno lo scopo di rieducare e riabituare il suo sistema nervoso autonomo.

  2. Il Lavoro con le Risorse

    La risorsa è qualsiasi cosa in grado di far sentire il proprio corpo al sicuro e in grado di poter lasciare andare un po’ di contrazione o tensione. Tutti noi abbiamo a disposizione un’infinità di risorse, interiori ed esteriori, ma nel trauma spesso non è facile accedervi. Accade infatti che durante l’evento traumatico, ciò che non ci ha permesso di completare l’intero ciclo biologico difensivo è stato proprio la mancanza di una risorsa disponibile.
    Basta pensare ad un tamponamento in macchina e di come, la mancanza di TEMPO per frenare abbiamo reso impossibile evitare l’incidente.
    Il lavoro con le risorse è atto a fornire nuovamente al cliente la risorsa mancante in quel preciso momento.  E nel momento in cui la persona entra in contatto con la risorsa che è stata mancante, può entrare veramente in contatto con la deattivazione e un maggio senso di benessere  neurologico e psicofisico.

  3. La Titolazione

    Titolare significa spezzettare l’evento traumatico in tanti piccoli pezzi, come se fosse un video composto da tantissimi frame. Nel fare questo la persona viene accompagnata a stabilizzarsi nella parte più sicura e confortevole del suo racconto e del suo sentire, per poi dirigersi lentamente e gradualmente, attraverso l’uso delle risorse, verso il  nucleo dell’evento traumatico.
    Fondamento del lavoro con la titolazione è un profondo rispetto dei livelli di contenimento del cliente, e tanta delicatezza che tutelano la persona dal rischio di una ritraumattizazione.