Quando la percezione di sé cambia cambia il modo di stare nel mondo
Oggi, mentre camminavo tra gli scogli del porto di Rimini, mi è tornata in mente la tecnica del “come se”. La spiego con un esempio personale: non mi sono mai piaciuta di profilo.
Allora mi sono detta: fatti una foto… come se tu avessi un bellissimo profilo, armonico, proporzionato. (Ognuno ha le sue fisse
)
Mi sono calata nel mood. Nel modo di camminare, di respirare, di tenere il viso, di guardare il mare.
All’inizio è quasi una recita poi accade che cambia la percezione interna.
Il corpo entra in uno stato diverso e quello stato, anche se nasce intenzionalmente, diventa esperienza reale.
È così che funziona il “come se”.
In questo articolo troverai i seguenti argomenti:
- Cos’è la tecnica del “come se”
- Origini del “come se”
- Cosa succede nel sistema nervoso
- Allenare nuove possibilità attraverso il corpo
- A chi può essere utile questa tecnica
Cos’è la tecnica del “come se”
La tecnica del “come se” invita la persona a sperimentare concretamente ciò che sente di non avere ancora.
Cammina per strada come se fossi la donna più bella del mondo. Fai la spesa come se fossi l’uomo più socievole del supermercato.
Parte dall’immaginazione ma passa subito attraverso il corpo, la postura, l’espressione, l’emozione, lo stato d’animo, gli atteggiamenti.
Il “come se” nasce da un esercizio di immaginazione e diventa un’esperienza vissuta e quindi reale, per il sistema nervoso.

Origini della tecnica
Il principio del “come se” non nasce in un’unica scuola ma attraversa diverse tradizioni psicologiche e filosofiche.
L’espressione compare già nel 1911 nel lavoro del filosofo Hans Vaihinger che, nel libro La filosofia del “come se”, descrive come gli esseri umani utilizzino finzioni utili per orientare il comportamento e costruire la realtà vissuta.
In ambito psicologico, il concetto viene utilizzato in modo esplicito da Alfred Adler, fondatore della psicologia individuale. Adler invitava le persone a comportarsi “come se” possedessero già le qualità che desideravano sviluppare, per facilitare nuovi schemi di esperienza e relazione.
Successivamente il principio viene integrato in diversi approcci terapeutici esperienziali, tra cui:
- lo psicodramma di Jacob Levy Moreno, dove si sperimentano ruoli e possibilità attraverso l’azione
- l’ipnosi ericksoniana, che utilizza l’esperienza immaginata come esperienza vissuta dal sistema nervoso
- le terapie cognitive e comportamentali, che parlano di “esperimenti comportamentali” per creare nuove esperienze correttive
- gli approcci somatici contemporanei, che lavorano direttamente sull’esperienza corporea per modificare gli schemi neurofisiologici.
Oggi sappiamo, grazie alle neuroscienze, che il sistema nervoso risponde alle esperienze vissute — anche quando nascono da un’immaginazione intenzionale — attivando schemi percettivi, motori ed emotivi reali.
Riferimenti essenziali
- Vaihinger H. (1911). The Philosophy of “As If”
- Adler A. (1927). Understanding Human Nature
- Moreno J. L. (1946). Psychodrama
- Erickson M. H. — vari lavori clinici sull’uso dell’esperienza immaginativa
- Clark D., Beck A. — approcci cognitivi con esperimenti comportamentali
- Ogden P., Levine P. — modelli somatici orientati al sistema nervoso
Cosa succede nel sistema nervoso quando agisci “come se”
Il corpo invia informazioni continue al cervello
Dal punto di vista neurofisiologico accade qualcosa di molto preciso.
Quando immaginiamo una determinata situazione e la creiamo con la fantasia, il nostro sistema nervoso vive quell’immagine come vera.
Per esempio, immagina proprio ora di trovarti davanti al cibo che più ti piace, che sia una pizza appena sfornata, o una brioches ancora calda, o un piatto di spaghetti alle vongole (gli esempi sono infiniti, pensa ad un cibo per te particolarmente invitante) e prenditi un momento per guardare quel piatto in ogni suo dettaglio, per immaginarne la consistenza, per sentire il profumo.
Più ti cali in questo esercizio e più noterai che ti verrà l’aquolina in bocca.
Perchè il corpo risponde all’immagine “come se” fosse vera.

Quando il corpo vive un’esperienza — anche se nasce da un’immaginazione intenzionale — attiva comunque schemi reali.
Postura, respiro, tono muscolare, orientamento nello spazio, micro-movimenti.
Tutto questo invia segnali continui al cervello su come stiamo. Per questo motivo, modificare il modo in cui il corpo sta nello spazio può modificare realmente lo stato interno.

Allenare nuove possibilità attraverso l’atteggiamento
Il “come se” non crea qualcosa che non esiste.
Rende vivibile qualcosa che era solo potenziale.
Quando il corpo vive uno stato diverso — anche solo per poco — apre una possibilità e ciò che è stato possibile una volta può diventare più accessibile la volta successiva.
Così si costruiscono nuovi modi di stare: più spazio, più presenza, più sicurezza.
A volte il primo passo è semplicemente questo: agire come se qualcosa fosse già possibile.
E far notare alla nostra mente che il corpo sta facendo qualcosa di diverso e che magari è piacevole.
A chi può essere utile questa tecnica
La tecnica del “come se” può essere utile ogni volta che senti che dentro di te esiste un modo diverso di stare (o lo desideri) ma non riesci a manifestarlo.
Quando la mente razionalizza, pensa e valuta ma il corpo resta bloccato nei soliti schemi.
Quando vorresti sentirti più sicura, più sicuro, più stabile, più presente ma qualcosa ti riporta sempre nella stessa posizione interna.
- Può aiutarti se ti senti spesso piccola nelle relazioni.
- Se fai fatica a occupare spazio o a esprimerti.
- Se desideri affrontare qualcosa che ti intimorisce, ma senti il corpo contrarsi prima ancora di provarci.
- Se vuoi allenare sicurezza, presenza, radicamento.
- Se stai attraversando un cambiamento e il sistema nervoso ha bisogno di familiarizzare con un nuovo modo di stare.
- È utile anche quando sai razionalmente cosa vorresti fare… ma il corpo non ti segue.
Il “come se” crea un ponte tra ciò che immagini e ciò che puoi realmente vivere.
Nel mio lavoro accompagno persone che desiderano comprendere i propri movimenti nella loro vita e dare voce a ciò che accade dentro sè per andare nel mondo con un atteggiamento interiore più consapevole e felice.
